Un viaggio nell'Estremo Oriente Asiatico in cerca dei giovani talenti creativi. Arrivo all’aeroporto Haneda di Tokyo a mezzogiorno dopo 12 interminabili ore di volo notturno sopra il Pacifico. Angelys Balek mi aspetta tra 48 ore a Bangkok per il nostro shooting e per parlarmi un po’ del suo lavoro tra Londra e Los Angeles. Thailandese trapiantata a New York, è una fashion designer che ho sempre inseguito, unica nel suo genere e sarà dunque lei ad aprirmi le porte al continente asiatico. Una pausa relax all’Aman e una cena in un posto unico, Nakiryu, meglio conosciuto come il ristorante stellato Michelin più economico al mondo. La fila è lunga ma vale l’attesa. Ce la caviamo con 1000 ¥ (poco più di 7€) a testa. Inizia così il mio viaggio in East Asia.
       
     
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 Anche a Bangkok il fausto e l’ospitalità orientale non vengono di a mancare. A una prima occhiata Bangkok offre subito l’impressione di una città molto allegra e vivace dal punto di vista creativo. Moda, architettura e cultura culinaria stanno rendendo la città ancora più attractive. A proposito di food, qui risiedono infatti alcuni tra i più rinomati locali gastronomici al mondo: dal Gaggan, che si è guadagnato il titolo di miglior ristorante in Asia e il quinto posto nella classifica mondiale, agli eccellenti pad thai del Nahm, fino all’influenza dei gemelli Sühring, gestori dell’omonimo ristorante, che con la loro cucina tedesca sono riusciti a stabilirsi al quarto posto in Asia e al 54mo nel mondo.
       
     
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 Il mio viaggio in cerca di paesaggi bellissimi ma anche di creativi e innovatori che rendono ancora più interessante quest’area del Pacifico continua a Shanghai, la città cinese sicuramente più accessibile a un occidentale. È una sosta necessaria per scoprire alcuni nuovi talenti della moda. Hanno tutti brillanti studi in Europa (soprattutto in Inghilterra) e molte presentazioni in giro per il mondo. Prima di ripartire per Pechino, dove invece hanno ancora base la maggior parte degli artisti, c’è una tappa importante per capire filosofia e pensiero cinese.
       
     
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 Nella zona di Hangzhou, famosa per la coltivazione del tè, al centro di una valle incantevole costellata di templi antichi, si trova un borgo medievale di grande interesse: Fayun. Grazie al recente intervento di una catena alberghiera, il borgo è stato completamente ristrutturato e riportato in vita. Il complesso del borgo trasformato in resort confina con lo splendente Temple of Soul’s Retreat (patrimonio Unesco) e il Buddhist College, una delle più importanti accademie buddhiste in Cina.
       
     
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 Due giorni di riposo qui ci preparano alla visita di un’altra perla culturale, il Summer Palace di Pechino. Grazie ad una chiave ci addentriamo nel glorioso giardino imperiale attraverso un accesso privato dell’hotel. Prima di dirigerci in centro ci fermiamo da un vecchio maestro di calligrafia che ci illustra un antico metodo di scrittura cinese, “che i giovani stanno dimenticando per colpa di quei dannati smartphone” sostiene lamentandosi.
       
     
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 Qui nella capitale dello Stato che si appresta ad essere la prima potenza economica al mondo, si investe molto nella cultura e nelle arti. Sorgono continuamente nuovi musei ed è il centro di una forte comunità di artisti – che sono rimasti forse gli unici veri portatori di una coscienza sociale in Cina e molti dei loro lavori sono ricercati dal gotha delle gallerie internazionali. Conosciamo Zhao Zhao, 36 anni, che ha lavorato per molto tempo a stretto contatto con Ai Wei Wei e le cui opere sono spesso caratterizzate da una forte impronta politica; il suo collega coetaneo Hao Liang invece, ha appena esposto una serie intitolata ‘Portraits and Wonders’ alla Gagosian di New York, riproducendo una forma di pittura tradizionale monocromatica con l’utilizzo di inchiostro e acquarelli; il giovanissimo Gao Ludi (classe 1990) quest’anno ha esposto le sue opere elettrizzanti all’Art Basel di Hong Kong mentre Zhou Jinhua (1978) è forse quello meno conosciuto fuori dai confini cinesi ma le sue opere sono tra quelle che ci hanno forse colpito di più, come le pitture sulle lastre di terracotta recuperate dalle macerie dei palazzi storici, demoliti durante i recenti piani di riqualificazione urbana.
       
     
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 Un viaggio nell'Estremo Oriente Asiatico in cerca dei giovani talenti creativi. Arrivo all’aeroporto Haneda di Tokyo a mezzogiorno dopo 12 interminabili ore di volo notturno sopra il Pacifico. Angelys Balek mi aspetta tra 48 ore a Bangkok per il nostro shooting e per parlarmi un po’ del suo lavoro tra Londra e Los Angeles. Thailandese trapiantata a New York, è una fashion designer che ho sempre inseguito, unica nel suo genere e sarà dunque lei ad aprirmi le porte al continente asiatico. Una pausa relax all’Aman e una cena in un posto unico, Nakiryu, meglio conosciuto come il ristorante stellato Michelin più economico al mondo. La fila è lunga ma vale l’attesa. Ce la caviamo con 1000 ¥ (poco più di 7€) a testa. Inizia così il mio viaggio in East Asia.
       
     

Un viaggio nell'Estremo Oriente Asiatico in cerca dei giovani talenti creativi. Arrivo all’aeroporto Haneda di Tokyo a mezzogiorno dopo 12 interminabili ore di volo notturno sopra il Pacifico. Angelys Balek mi aspetta tra 48 ore a Bangkok per il nostro shooting e per parlarmi un po’ del suo lavoro tra Londra e Los Angeles. Thailandese trapiantata a New York, è una fashion designer che ho sempre inseguito, unica nel suo genere e sarà dunque lei ad aprirmi le porte al continente asiatico. Una pausa relax all’Aman e una cena in un posto unico, Nakiryu, meglio conosciuto come il ristorante stellato Michelin più economico al mondo. La fila è lunga ma vale l’attesa. Ce la caviamo con 1000 ¥ (poco più di 7€) a testa. Inizia così il mio viaggio in East Asia.

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 Anche a Bangkok il fausto e l’ospitalità orientale non vengono di a mancare. A una prima occhiata Bangkok offre subito l’impressione di una città molto allegra e vivace dal punto di vista creativo. Moda, architettura e cultura culinaria stanno rendendo la città ancora più attractive. A proposito di food, qui risiedono infatti alcuni tra i più rinomati locali gastronomici al mondo: dal Gaggan, che si è guadagnato il titolo di miglior ristorante in Asia e il quinto posto nella classifica mondiale, agli eccellenti pad thai del Nahm, fino all’influenza dei gemelli Sühring, gestori dell’omonimo ristorante, che con la loro cucina tedesca sono riusciti a stabilirsi al quarto posto in Asia e al 54mo nel mondo.
       
     

Anche a Bangkok il fausto e l’ospitalità orientale non vengono di a mancare. A una prima occhiata Bangkok offre subito l’impressione di una città molto allegra e vivace dal punto di vista creativo. Moda, architettura e cultura culinaria stanno rendendo la città ancora più attractive. A proposito di food, qui risiedono infatti alcuni tra i più rinomati locali gastronomici al mondo: dal Gaggan, che si è guadagnato il titolo di miglior ristorante in Asia e il quinto posto nella classifica mondiale, agli eccellenti pad thai del Nahm, fino all’influenza dei gemelli Sühring, gestori dell’omonimo ristorante, che con la loro cucina tedesca sono riusciti a stabilirsi al quarto posto in Asia e al 54mo nel mondo.

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 Il mio viaggio in cerca di paesaggi bellissimi ma anche di creativi e innovatori che rendono ancora più interessante quest’area del Pacifico continua a Shanghai, la città cinese sicuramente più accessibile a un occidentale. È una sosta necessaria per scoprire alcuni nuovi talenti della moda. Hanno tutti brillanti studi in Europa (soprattutto in Inghilterra) e molte presentazioni in giro per il mondo. Prima di ripartire per Pechino, dove invece hanno ancora base la maggior parte degli artisti, c’è una tappa importante per capire filosofia e pensiero cinese.
       
     

Il mio viaggio in cerca di paesaggi bellissimi ma anche di creativi e innovatori che rendono ancora più interessante quest’area del Pacifico continua a Shanghai, la città cinese sicuramente più accessibile a un occidentale. È una sosta necessaria per scoprire alcuni nuovi talenti della moda. Hanno tutti brillanti studi in Europa (soprattutto in Inghilterra) e molte presentazioni in giro per il mondo. Prima di ripartire per Pechino, dove invece hanno ancora base la maggior parte degli artisti, c’è una tappa importante per capire filosofia e pensiero cinese.

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 Nella zona di Hangzhou, famosa per la coltivazione del tè, al centro di una valle incantevole costellata di templi antichi, si trova un borgo medievale di grande interesse: Fayun. Grazie al recente intervento di una catena alberghiera, il borgo è stato completamente ristrutturato e riportato in vita. Il complesso del borgo trasformato in resort confina con lo splendente Temple of Soul’s Retreat (patrimonio Unesco) e il Buddhist College, una delle più importanti accademie buddhiste in Cina.
       
     

Nella zona di Hangzhou, famosa per la coltivazione del tè, al centro di una valle incantevole costellata di templi antichi, si trova un borgo medievale di grande interesse: Fayun. Grazie al recente intervento di una catena alberghiera, il borgo è stato completamente ristrutturato e riportato in vita. Il complesso del borgo trasformato in resort confina con lo splendente Temple of Soul’s Retreat (patrimonio Unesco) e il Buddhist College, una delle più importanti accademie buddhiste in Cina.

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 Due giorni di riposo qui ci preparano alla visita di un’altra perla culturale, il Summer Palace di Pechino. Grazie ad una chiave ci addentriamo nel glorioso giardino imperiale attraverso un accesso privato dell’hotel. Prima di dirigerci in centro ci fermiamo da un vecchio maestro di calligrafia che ci illustra un antico metodo di scrittura cinese, “che i giovani stanno dimenticando per colpa di quei dannati smartphone” sostiene lamentandosi.
       
     

Due giorni di riposo qui ci preparano alla visita di un’altra perla culturale, il Summer Palace di Pechino. Grazie ad una chiave ci addentriamo nel glorioso giardino imperiale attraverso un accesso privato dell’hotel. Prima di dirigerci in centro ci fermiamo da un vecchio maestro di calligrafia che ci illustra un antico metodo di scrittura cinese, “che i giovani stanno dimenticando per colpa di quei dannati smartphone” sostiene lamentandosi.

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 Qui nella capitale dello Stato che si appresta ad essere la prima potenza economica al mondo, si investe molto nella cultura e nelle arti. Sorgono continuamente nuovi musei ed è il centro di una forte comunità di artisti – che sono rimasti forse gli unici veri portatori di una coscienza sociale in Cina e molti dei loro lavori sono ricercati dal gotha delle gallerie internazionali. Conosciamo Zhao Zhao, 36 anni, che ha lavorato per molto tempo a stretto contatto con Ai Wei Wei e le cui opere sono spesso caratterizzate da una forte impronta politica; il suo collega coetaneo Hao Liang invece, ha appena esposto una serie intitolata ‘Portraits and Wonders’ alla Gagosian di New York, riproducendo una forma di pittura tradizionale monocromatica con l’utilizzo di inchiostro e acquarelli; il giovanissimo Gao Ludi (classe 1990) quest’anno ha esposto le sue opere elettrizzanti all’Art Basel di Hong Kong mentre Zhou Jinhua (1978) è forse quello meno conosciuto fuori dai confini cinesi ma le sue opere sono tra quelle che ci hanno forse colpito di più, come le pitture sulle lastre di terracotta recuperate dalle macerie dei palazzi storici, demoliti durante i recenti piani di riqualificazione urbana.
       
     

Qui nella capitale dello Stato che si appresta ad essere la prima potenza economica al mondo, si investe molto nella cultura e nelle arti. Sorgono continuamente nuovi musei ed è il centro di una forte comunità di artisti – che sono rimasti forse gli unici veri portatori di una coscienza sociale in Cina e molti dei loro lavori sono ricercati dal gotha delle gallerie internazionali. Conosciamo Zhao Zhao, 36 anni, che ha lavorato per molto tempo a stretto contatto con Ai Wei Wei e le cui opere sono spesso caratterizzate da una forte impronta politica; il suo collega coetaneo Hao Liang invece, ha appena esposto una serie intitolata ‘Portraits and Wonders’ alla Gagosian di New York, riproducendo una forma di pittura tradizionale monocromatica con l’utilizzo di inchiostro e acquarelli; il giovanissimo Gao Ludi (classe 1990) quest’anno ha esposto le sue opere elettrizzanti all’Art Basel di Hong Kong mentre Zhou Jinhua (1978) è forse quello meno conosciuto fuori dai confini cinesi ma le sue opere sono tra quelle che ci hanno forse colpito di più, come le pitture sulle lastre di terracotta recuperate dalle macerie dei palazzi storici, demoliti durante i recenti piani di riqualificazione urbana.

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